Data: 29/03/2019
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Gentile Dottoressa, volevo gentilmente chiederle consiglio riguardo al mio gatto.
Premetto che sono Veterinaria anche io, per quanto neolaureata, ma la situazione in cui mi trovo mi sta dando parecchi grattacapi e non so come uscirne.

Durante l’ultimo anno di studi, ho adottato un gatto, che era stato ricoverato presso l’Università con trauma facciale e cranico presumibilmete da investimento. Non si sa nulla, ovviamente, del passato del gatto. Era abituato al contatto umano, ma non era né castrato né sverminato, rendendo incerto se fosse un randagio o meno. La convivenza in appartamento è stata eufemisticamente difficile. Grattava sulla porta della mia stanza tutta la notte tutte le notti, urinando davanti alla porta se non aperta prontamente e lasciando bisogni spesso in giro (l’avevo fatto già castrare a quel punto).
A 9 mesi dall’adozione, dall’appartamento in cui vivevamo ci siamo trasferiti a casa della mia famiglia, in un’altra città. Il gatto, dopo aver passato quasi 3 giorni sotto il letto uscendo solo se ero presente io, sembrava avesse preso coraggio e esplorava casa senza troppi problemi. Vivendo in campagna, volevo iniziare ad abituarlo lentamente ad andare fuori, quindi si è fatto un paio di volte un giretto nel cortile antistante la casa, ma senza mai allontanarsi e sempre con me presente.

Dopo 7-10 giorni dal trasloco, mi sono dovuta assentare un paio di giorni, specificando ai miei che il gatto non dovesse uscire. Sfortunatamente, si è infilato in una porta rimasta socchiusa e per diversi mesi non ho più avuto notizie del gatto… Fino a un mese fa. In maniera del tutto casuale, l’ho ritrovato nel cortile di un ristorante a circa un km da casa. Il gatto mi ha riconosciuta subito, mi è corso incontro e mi ha fatto “le feste”… Inutile descrivere la gioia provata nel constatare che fosse vivo e in buona salute.

Ora, il problema è che nel frattempo mi sono trasferita a lavorare a Londra. Sia logisticamente sia pensando al benessere del gatto, non credo che portarlo con me sia un opzione. Nel frattempo però il ristorante ha chiuso, quindi non ha più una fonte alimentare certa. Il mio ragazzo e mia madre gli stanno portando da mangiare quasi tutti i giorni, ma non posso chiedergli di continuare a farlo a tempo indeterminato, per cui vorrei approfittare di questa settimana di ferie in Italia per cercare riportarlo verso casa. Mi rendo conto che le probabilità scappi di nuovo siano molto alte, anche considerando che ho altre due gatte in casa che non saranno felici del nuovo ospite e che può raggiungere il ristorante facilmente.

Volevo pertanto chiederle: pensa sia possibile riuscire a riportarlo a casa? Se sì, qual è secondo lei la modalità migliore? Quanto tempo dovrebbe passare chiuso in casa prima di poterlo far uscire di nuovo? La distanza dal ristorante è tale per cui potrei tentare un riavvicinamento “a tappe”, attirandolo gradualmente con del cibo verso casa. E’ un opzione che prenderebbe in considerazione per non traumatizzarlo o meglio il classico trasportino?
La ringrazio per il tempo dedicatomi e, anticipatamente, per la Sua cortese risposta.
Cordiali Saluti

Buongiorno, visto che siamo colleghe ti do del “tu” se sei d’accordo. Non posso escluderti la possibilità di riuscire a spostare il gatto verso casa dei tuoi. Certo essendo abituato a stare fuori e soprattutto essendo capace di gestirsi all’esterno sarebbe ben più complicato cercare di tenerlo in casa.

Per prima cosa dovrebbe sparire la disponibilità di cibo nei pressi del ristorante. Dal momento che questo è chiuso, se non ci sono altre “gattare” che portano cibo, non dovrebbe essere complicato.
Puoi prendere il gatto con il trasportino e portarlo dai tuoi e cercare di limitare l’area a sua disposizione per un paio di settimane se te lo permette. Se non sopporta la vita in appartamento (mi segnali che hai anche altre gatte e le dinamiche di convivenza potrebbero complicarsi un po’), potreste pensare per questo periodo un tempo di alloggiarlo in garage e farlo uscire con la vostra supervisione in giardino.

Anche il giardino può essere reso un po’ meno congeniale ad allontanamenti alzando ad esempio la recinzione. Certo i gatti sono degli ottimi scalatori se vogliono e ho idea che il tuo gatto abbia un’ottima padronanza della suo corpo data dagli anni di esperienza. La possibilità di avere cibo e magari un riparo comodo e confortevole (ad esempio una cuccia coibentata) potrebbero essere risorse sufficienti a fargli prediligere la nuova soluzione rispetto alla vecchia.

Può darsi che torni nella sua ultima “casa” (il ristorante) ma non trovando più risorse facili dovrebbe venirgli più facile fare riferimento a casa dei tuoi genitori. Un altro ostacolo è rappresentato dalla presenza di eventuali altri gatti nel quartiere.

Spero possa andare tutto per il meglio. Resto a tua disposizione
Un saluto,
di Elena Borrione
(29/03/2019)

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Riportare il gatto a casa dopo che è scappato
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