Data: 26/04/2017
Da: XXX@gmail.com
Buongiorno Dottoressa,
io e mio marito abbiamo abitato per anni in provincia di XXX, in una casa in campagna con molto prato e circa 5 anni fa abbiamo adottato un gattino “randagio” che pascolava nei dintorni.
A giugno dello scorso anno ci siamo trasferiti in provincia di YYY in un appartamento con terrazzo. Il gatto si è ambientato bene, ovviamente sono cambiate una serie di cose (ad esempio prima dormiva sul suo divano con annessa copertina, ora dorme solo nel letto con noi), ma non ha mai avuto crisi, rifiuto del cibo o cose simili.
L’unico problema è la notte: forse era abituato a correre e quindi a stancarsi, cosa che adesso non fa più, ma da quando ci siamo trasferiti tutte le mattine verso le 4.30/5 si sveglia, comincia a farsi le unghie su coperte, mobili e tappezzerie e finchè non ci si alza per dargli da mangiare continua a tenerci svegli. Alcune volte dopo la colazione si riaddormenta, altre no e vuole continuare a giocare.
Abbiamo provato a dargli da mangiare più tardi la sera, a lasciargli una pappa nel piatto, ad ignorarlo nella convinzione che avrebbe smesso: niente. Cosa possiamo fare per cercare di allungare anche solo di un paio d’ore il nostro sonno notturno?

Grazie

Buongiorno,
in effetti la modificazione ambientale legata al trasferimento può essere stata di entità tale da essere la causa alla base del comportamento che mi ha descritto.
Un rapido consiglio comportamentale potrebbe essere quello di collocare per casa dei premi in cibo prima di andare a dormire, cosicché il gatto svegliandosi presto possa, in autonomia compiere un’attività di ricerca.
Non si può escludere il fatto che si sia creato un rituale: il gatto miagola e voi vi alzate per fargli compagnia.

Una visita da parte di un veterinario esperto in comportamento animale a voi comodo potrebbe risultare utile per individuare migliori accorgimenti da mettere in atto nel vostro specifico caso

Cordiali saluti,
di Elena Borrione
(26/04/2017)

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La Dottoressa risponde, quasi sempre prontamente, a tutte le richieste, nel limite della correttezza professionale. Spesso non è possibile fornire via mail una soluzione pronta all'uso, ma ricevere uno spunto di riflessione è, in ogni caso, prezioso. Si ricorda di non chiedere né prescrizioni mediche né terapie farmacologiche via email

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Gatto non ci lascia dormire scritto da Elena Borrione media voto 3.3/5 - 3 voti utenti
Gatto non ci lascia dormire
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