Data: 10/Dic/2019
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Buongiorno Dott.ssa
più volte mi sono ritrovato a dovergli chiedere dei consigli sulle problematiche che si sono presentate ai miei gatti. Ci risiamo… ho un altro problema!!!

Notavo un cambio comportamentale ad uno dei miei gatti. Dopo una visita dal mio veterinario e un esame ematologico è risultato affetto da emobartonellosi con gonfiore dei linfonodi. Mi è stata prescritta una terapia antibiotica e cortisonica, che ovviamente dovrebbe iniziare a dare dei risultati fra un po’ giorni (lo spero proprio!).

Il punto è però un altro. Ha sempre vissuto con i suoi tre fratelli nei loro spazi e nelle loro cucce al riparo dalle interperie meteorologiche. Da quando è stato affetto da questo batterio tende ad isolarsi dal gruppo e passare tutto il suo tempo all’aperto, notte e giorno, anche sotto la pioggia. Questo comportamento mi preoccupa notevolmente perchè trascorrere tutto il tempo all’aperto con le temperature notturne ancora rigide non mi fa stare tranquillo.

Altro particolare preoccupante è il leccarsi continuamente, freneticamente ed in modo compulsivo, soprattutto sul costato e sulla coda, al punto di non riuscire quasi mai a dormire.

Spero che, come al solito, possa darmi qualche utile consiglio per affrontare la situazione.
Saluti

Buongiorno,
la condizione clinica da lei riportata giustifica l’aumentato leccamento che porta il gatto a causarsi il diradamento del pelo.
Anche la terapia che sta seguendo potrebbe incidere. Il comportamento potrebbe essere conseguente ad un aumentato livello di stress. Dovrebbe pertanto essere temporaneo.
Si faccia consigliare dal suo veterinario una eventuale terapia integrativa a supporto della cute.

Per quanto riguarda il dormire fuori, unitamente alle non ottimali condizioni cliniche può esserci la necessità di non vivere in stretta prossimità con gli altri membri del gruppo. Anche questa dovrebbe essere condizione temporanea.
Si accerti di lasciare dei ripari ben isolati e coibentati a disposizione del micio.

Cordiali saluti,
di Elena Borrione
(10/12/2019)

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Emobartonellosi e cambio di comportamento
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