Data: 03/12/2014
Da: XXX@gmail.com

Buonasera Dottoressa, vorrei chiederle qualche consiglio:
ho una gatta da due anni, adottata piccolissima dalla strada, estremamente affettuosa con me (che lavoro in casa) e il mio compagno (quasi un po’ morbosetta), fiduciosa ma non remissiva, e ho adottato da 40 giorni un’altra gattina randagia di circa 7/8 mesi che cercava da qualche settimana di inserirsi nella colonia randagia sotto casa ma non veniva accettata.

La seconda è stata catturata con la trappola e portata subito dal veterinario per la sterilizzazione quindi, arrivata a casa era spaventatissima, e ci soffiava. Ho tenuto separate le due gatte e ho fatto un inserimento graduale (con sostegno farmacologico di XXX e YYY). per fortuna la seconda micina si è rivelata di buon carattere e molto intraprendente, si è subito adattata alla casa (che è piccolina e senza accessi all’esterno), non ha mai pianto per uscire o fatto dispetti e piano piano comincia anche a venire in braccio (il che mi conferma l’idea che fosse abbandonata e non nata in strada).

Da subito ha cercato in tutti i modi di socializzare con la più grande (di cui sembra perdutamente innamorata) con grande impeto ed entusiasmo che per un paio di settimane più grande gradiva ben poco e tentava inutilmente di arginare tenendo l’intrusa a distanza. Le cose vanno meglio di giorno in giorno, giocano, si leccano e la più grande sopporta che la piccola le dorma vicino (anche se non addosso come lei vorrebbe). il problema che vorrei sottoporle è che la piccola, abituata a contendersi il cibo in strada con gli altri gatti, mangia con una voracità inquietante anche il cibo secco e, finita la sua ciotola, va a mangiare in quella dell’altra che cede il passo.

Ovviamente non posso lasciare il cibo a disposizione, divido in più razioni giornaliere e controllo che ognuna finisca la sua ciotola, ma come farò dovendole lasciare sole qualche giorno? Finora per la grande (che è anche lei terribilmente ingorda forse a causa di una sterilizzazione precoce) incaricavo una persona di passare una volta al giorno e lasciavo la ciotola con il timer perché non mangiasse tutto insieme. Ma adesso temo che la piccola si mangerebbe tutto e la lascerebbe a digiuno. Mi spiace già che le rubi le cucce preferite e cerco di proteggerla come posso ma lasciarla a digiuno mi sembra troppo. Però sarebbe un peccato anche separale in mia assenza, perché giocano tanto e, in qualche modo si fanno compagnia.

Le sarei grata per qualsiasi consiglio su come gestire questo problema del cibo. Mangiano circa 85 gr di umido e 25/30 di secco al giorno a testa che è un po’ meno di quello che è indicato sulle confezioni di alimenti ma (poiché si muovono poco dentro casa e la grande pesa quasi 5 kg – è molto alta e molto lunga – e anche l’altra ha ripreso peso) non credo proprio che si tratti di fame.
La ringrazio per la disponibilità,

Buongiorno Sig.ra XXX,
potrebbe provare con il nascondere del cibo in giro per casa. Le porzioni devono essere ridotte, per evitare abbuffate, ed essere poste in luoghi sempre differenti.

Gentile dottoressa,
la ringrazio molto per i consigli. Come dice lei vorrei evitare le abbuffate e per questo normalmente, lavorando da casa, suddivido la razione giornaliera in 6 piccoli pasti ogni 4 ore. In mia presenza riesco a evitare tranquillamente che la piccola rubi la pappa dell’altra.

Il problema è nei giorni in cui mi trovo a stare fuori tutto il giorno o, quando sarà, per i 10 giorni di vacanze estive in cui posso mandare una persona a portare il cibo al massimo 2 volte al giorno. Per la gatta grande avevo trovato la soluzione della ciotola con il timer che suddivideva le razioni, ma ora come faccio a evitare che mangi tutto la piccola? Ho comprato due ciotole con il timer, ma il meccanismo non permette l’apertura simultanea e così sono punto e daccapo. Non esiste qualche espediente che io possa utilizzare per insegnare alla piccola a permettere anche alla grande di mangiar la sua parte in mia assenza?
La ringrazio per la disponibilità,

Buongiorno,
il consiglio di nascondere per casa il cibo oltre a quello lasciato nelle ciotole, nasce proprio dalla necessità di permetterle di non dover stare a supervisionare ed insegnare alle gatte ad autoregolarsi.
Normalmente un gatto è un animale capace di autocontrollarsi per quanto riguarda l’assunzione di cibo, laddove questo non avviene potrebbe essere indicativo di un disagio percepito dal gatto.
Per ovviare alla sua assenza temporanea può provare con questa soluzione, informando anche la persona che verrà a dare da mangiare alle gatte in sua assenza.

Cordiali saluti,
di Elena Borrione
(08/12/2014)

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